Progetto Bangladesh

FINALMENTE IL CENTRO MEDICO E’ INAUGURATO

Dopo molte peripezie ed un po di ritardo il centro medico è stato inaugurato il 6 Agosto 2009!

Abbiamo il piacere di comunicare che, rientrando dalle vacanze, abbiamo trovato una mail dell’Arcivescovo Mons. Paulinus Costa.
Ci ha comunicato, e desideriamo condividerlo con tutti voi, che il 6 agosto 2009 è stato inaugurato il centro medico a Srimangal (Sylhet, Bangladesh).

I lavoro sono stati più lunghi del previsto a causa di diversi fattori, uno dei quali una seria malattia dell’arcivescovo stesso, da cui si è finalmente ripreso.

Il costo dell’intero progetto è stato di 56.000€.

Stiamo attendendo con ansia che giungano le foto per posta ordinaria in modo da poterle poi mettere sul sito e condividerle quindi con tutti voi.

Inizia ora una nuova fase del progetto. Il centro medico infatti non sarà autonomo prima dei tre anni. Stiamo organizzando quindi una nuova operazione. Appena i dettagli saranno definiti sarà nostra premuta informarti.

Maggiori informazioni su http://bangladesh.prudenzano.org

Anna ed Emmanuele

Sony Experia X1

finelmente nelle mie mani

Eccesso di zelo

Dopo la poppata di mezzanotte, mi sono detto: “cambiamo il pupo” .

Risultato:
singhiozzo, pianto e pargolo sveglio da un ora.

Mannaggia aa me!

Miriam e Tommaso


Non sono bellissimi?

Tommaso

Il grande vecchio: Tommaso...

Il grande vecchio: Tommaso...

Ecco a voi il grande vecchio. (Eh si, mi sembra proprio una faccia da vecchio….).

Comunque ecco i dati salienti:

Nato. il 12/05/2009 alle ore 01:07. Peso: 3.3 Kg

Ora sono troppo stanco e stordito per raccontare le emozioni di assistere alla nascita del proprio figlio. E’ semplicemente inimmaginabile.

Notte.

Nuove vie che portano in alto…

Tempo fa scrivevo della fusione della mia Syn con Trilog, e mi concedevo un momento di tristezza. Ma se allora piangevamo per la fine di un era, con oggi posso inaugurare l’inizio di una nuova.

Quest’anno faccio 40 anni e, oltre ad avere cambiato casa, attendere il secondo figlio, ora cambio anche azienda.

Il processo che mi porterà ad aggiornare tutto sarà lungo, per il momento mi concedo solo questo momento di riflessione per consatare come inizi oggi una nuova fetta della mia vita.

La sensazione di entrare in una azienda che “ti veste” bene è una sensazione che auguro a tutti nella vita. Il primo giorno che ho messo piede per il colloquio ho avuto la netta sensazione di rientrare a casa.

Ah, dimenticavo…. L’azienda si chiama Altevie.

Buona notte

Senza Sangue

Non sono un critico letterario, ma Senza Sangue di Alessandro Baricco scorre via bene, la lettura è piacevole, nonostante il tema trattato. Nella seconda parte le risposte alle domande sulla guerra fanno comunque riflettere.

Un bel libro.

Per Non Dimenticare Mai!

Cracovia, 23 Agosto 1994, ore 7.15 sul treno per Varsavia.

[…] Ieri, dopo ben sette anni dal mio primo viaggio in Polonia, ho rinnovato la visita emozionante ed insieme sconvolgente al campo di concentramento nazista di Auschwitz, a pochi chilometri da Cracovia.
E’ venuto con me anche Robert, e ne sono stato contento, non solo perché mi ha fatto compagnia, ma anche perché ha pensato lui a fare i biglietti e a chiedere informazioni sugli orari e sulle fermate (è così difficile, qui, trovare qualcuno che parli una lingua straniera!). Anche Robert parla solo il polacco, e tuttavia l’estrema difficoltà a comunicare non è stato un problema, anche perché ha favorito quel silenzio direi quasi religioso, di cui, una volta entrati nel campo, ho sentito una assoluta necessità: è difficile spiegare l’angoscia che prende varcando il doppio filo spinato di recinzione e quel terribile cancello con la scritta “Arbeit macht frei”. Da quel momento, infatti, si assiste alla testimonianza viva e reale di una delle più grandi pazzie che la storia dell’uomo abbia saputo concepire.
Tutto il “lager” è costruito da una trentina di block (grosse costruzioni rettangolari” a due piani in mattone rosso), alcuni dei quali sono oggi abbandonati, vuoti, o in ristrutturazione, mentre altri sono adibiti a museo.
Si possono, così, vedere verbali delle “SS” dove veniva schedato ogni nuovo aggregato al campo, oggetti dei prigionieri (valige, scarpe, pettini, padelle, occhiali e perfino protesi) e, orribilmente accatastati, a migliaia e migliaia, capelli, quintali di capelli degli internati i quali, al loro ingresso ad Auschwitz, venivano rasati a zero.
In un block, mantenuto intatto ed identico ad allora, si può ancora vedere come venivano costretti a dormire gli internati, ammassati sulla paglia, come bestie; in un altro, invece, sono rimasti i terribili bagni e le docce: sconvolgente testimonianza delle loro “normali” condizioni di vita.
E, ancora, con i propri piedi si calpesta la polvere dei cortili dove, durante i lunghi e gelidi inverni polacchi, i prigionieri erano costretti a lavorare e marciare vestiti solo di una giacchetta a righe bianche e azzurre.
Arriviamo, ormai sconvolti e increduli, al cortile della morte: sulla sinistra, nudi e isolati, si innalzano due pali della tortura, mentre sul fondo, con un piccolo mazzo di fiori deposto ai suoi piedi, il muro delle esecuzioni.
Fra i visitatori non corre più nessun commento: rimano solo l’esile voce della guida che spiega con voce piatta. Scendiamo subito dopo dalle celle: buie, umide, sporche, piccole e asfissianti. Qui venivano tenuti prigionieri (ma fuori dalle celle erano forse liberi?) coloro i quali, in qualche modo, “sgarravano” o non si piegavano alla massacrante disciplina del campo. Per i casi più gravi (tentativi di evasione, tentativi di rivolta, gravi insubordinazioni…) c’erano le celle di 90×90cm, prive di qualunque apertura, dove quattro prigionieri erano costretti a passare la notte in piedi in attesa della successiva giornata di lavori forzati.
L’odore di questo posto mi già venire voglia di scappare; quasi non posso credere, io che vedo con i miei stessi occhi, che queste cose siano realmente accadute.
Ma prima di uscire dal campo affrontiamo l’ultima, allucinante visita: quella delle camere a gas e dei forni crematori. Qui erano destinati tutti colore che, arrivati al campo, venivano giudicati inabili al lavoro, oppure quelli che, già internati non superavano le periodiche selezioni fisiche.
Ora queste stanze scure e orribili, nelle quali materialmente si attuava la selezione della razza vagheggiata da Hitler, ospitano noi, per sconvolgere e rivoltare i nostri animi, per ammonirci a non dimenticare. Ma io, quasi, non recepisco più nulla: è troppo angosciante quello che ho visto, è troppo incredibile. Mi sembra di aver caricato sulle mie spalle e in me il dolore e l’odio di migliaia di ebrei che qui sono morti o miracolosamente sopravvissuti.
E così, all’uscita di queste basse e opprimenti camere, la vista della forca sulla quale è stato giustiziato Rudolf Hoss, comandante del campo, sembra quasi un sollievo. Dunque a tanto mi ha portato la sola visita di Auschwitz? E allora chi è stato prigioniero , come può essere stato trasformato? E sarà tornato un Uomo quello che è scampato allo sterminio? Quali indelebili segni porterà con sé?
La guerra fa cambiare la prospettiva delle cose, questo si sa; ma può anche sconvolgere per sempre un’esistenza, l’equilibrio di una vita.
E questo vale sempre, anche oggi che crediamo che il peggio sia passato, che di guerre, si, ce ne sono, ma non può più essere così orribile come è stato allora. Eppure noi sappiamo bene che dopo la prima guerra, solo vent’anni dopo, c’è stata la seconda. Anche per questo non bisogna dimenticare, non si può! E l’unico modo per conservare la memoria e ravvivare il monito è quello di vedere con i propri occhi, calpestare con i propri piedi, toccare con le proprie mani.
E noi, ultima generazione, forse possiamo anche sentire con i nostri orecchi: facciamo tesoro e raccontiamolo a tutti, perché ancora troppo spesso si sente dire “tanto sono passati molti anni” oppure si risolve tutto dicendo “Hitler era solo un pazzo”.
Ma avremo già noi la sventura di conoscere il prossimo pazzo della nostra storia?

Pubblico qui un pezzo del diario di un mio carissimo amico di infanzia, Alessandro V, già pubblicato sul giornalino “Nuove Frontiere” nel settembre 1994. Spero che Alessandro non me ne voglia, ma lo trovo uno dei più belli, spontanei e semplici scritti sulla shoah.

Restore Manuale

Ho recuperato tutto il sito, ma ho dovuto cambiare gli url… speriamo funzioni tutto…

Software Utile

Nel corso del mio lavoro ho trovato una serie di programmi molto utili. Eccoli a voi.
MyTodo
Interessante programma per gestire le le cose da fare. Si posiziona nella tray e permette anche di attaccare i “post-it†a video. Ovviamente è openSource. Scritto in C# con sorgenti disponibili (ps. Se qualcuno vuole mettere a posto c’è un piccolo buco nell’esportazione in csv).

PdfCreator
Interessante programma free che crea una stampante virtuale sul vostro pc permettendovi di creare PDF (senza pagare licenze a pdfWriter).

Wink
Applicazione che permette di registrare filmati delle azioni fatte sul video (tipo screenCam). Compatibile con Flash.

Whisper
Troppe Password: la risposta (una risposta) è Whisper

GantProject
Legge e scrive file compatibili con MSProject. Non ha tutte le caratteristiche, ma è già a buon punto. Tra l’altro è open source.

Gimp
Alternativa a Adobe Photoshop

Picasa
Prodotto da Google un ottimo gestore di foto con interessanti funzioni “nascoste†.

FireFox
Molto meglio di Internet Explorer

Thunderbird
Un ottimo gestore di posta. Date addio ai virus di Outlook….

CavaJ
Cava J (un ottimo javaDecompiler)

Synergy
Synergy (Controllo remoto PC)

Cd2Iso
Cd2Iso (Crea immagini ISO da CD)

LDAP Browser
LDAP Browser

Grisoft
antivirus leggero, veloce e gratuito per uso personale. Aggiornamenti automatici e abbastanza frequenti. Da poco anche per Gnu/Linux.